08/06/2009

Leader con Freud

Leadership carismatica

Non si può parlare di leadership senza menzionare Freud e la sua importante lezione carismatica. Il sociologo Max Weber nel 1992 definì il carisma "una qualità ritenuta straordinaria di una personalità, per cui questa viene creduta di forza e proprietà soprannaturali o sovraumane, o almeno specificamente eccezionali, non accessibili agli altri, oppure come inviata da Dio e rivestita di un valore esemplare". Il legame tra il leader e il seguace si stabilisce, secondo Freud, quando il primo assorbe la fantasia inconscia del secondo, sia essa semplice "proiezione" o "sostituzione" dell'ideale dell'Io del seguace sul o con il leader.

leader carisma

Per il seguace, il leader è colui che incarna ciò che egli stesso ha sempre desiderato di essere e che non è ancora riuscito a diventare, se non parzialmente. I membri di un gruppo che si stringono intorno ad un leader come seguaci sono compagni di sogno, con le stesse idealità, convinzioni e valori. Fra di loro si innesca una identificazione reciproca. La leadership carismatica assume quindi un potere fortissimo, generando un forte senso di appartenenza nei membri, le cui preoccupazioni vengono placate da una rassicurazione continua del leader. Tale processo però è composto di una componente illusoria molto pericolosa. Come nell'innamoramento, l'idealizzazione comporta molti rischi: i collaboratori riducono il proprio impegno creativo, le critiche e la dialettica tra capo e collaboratori sono inibite, eccessi di sicurezza comportano ostacoli alla crescita dei collaboratori più capaci. L'idealizzazione è l'illusione che l'oggetto sia privo di difetti: un desiderio di onnipotenza che rende il legame assoluto ma anche precario.

Relativizzare il carisma ad un certo contesto culturale rende leader!

24/03/2009

Energia situazionale

Modelli di leadership

Spesso sorge spontantea la domanda: quando si esercita la leadership è meglio essere autoritari o permissivi? Per rispondere a tale quesito Black&Muton hanno ideato il modello situazionale, per cui la leadership migliore è quella più contingente alla situazione. Essendo determinanti le qualità e le capacità dei propri collaboratori, il leader è colui che, di volta in volta, meglio si adatta alla qualità del proprio team, sulla base di variabili motivazionali e competenze. Il leader è il coach, che vede le caratteristiche dei propri giocatori e meglio le sfrutta a seconda degli avversari, creando sinergie, legami, situazioni e momenti di squadra.

 

energia situazionale

Sulla base delle due variabili motivazione-qualità e relazione, il leader può:

  • PRESCRIVERE, se la motivazione e la relazione sono basse, ossia passare la propria decisione;
  • VENDERE, se la motivazione è bassa e la relazione invece forte, cioè dire e convincere in merito alla propria decisione;
  • COINVOLGERE, nel momento in cui motivazione e relazioni sono variabili forti e positive;
  • DELEGARE, ossia lasciare massima capacità e massima motivazione, è possibile solo se la variabile motivazione-qualità è molto positiva.

La leadership situazionale è solo uno dei tanti modelli oggetti di studio e di scoperta, accomunati da una base solida: il leader è identificabile con il coach.

Alla prossima puntata!

10/03/2009

Leader motivazionale

2. Cosa sono le motivazioni?

Le motivazioni riguardano i bisogni, di qualsiasi genere, che portano a compiere un'azione per soddisfarli. Se esterni allora si potrà parlare di motivazioni estrinseche, se interni di motivazioni intrinseche. Perchè bisogni e motivazioni sono legati? Il concetto di bisogno corrisponde ad un principio di mancanza: cerco un qualcosa che non ho, che non c'è, finchè non lo trovo o acquisisco. Il concetto di motivazione ha una natura proattiva: in una situazione di vuoto, di mancanza, ci si mobilita con forza ed energia per colmare tale assenza, il bisogno appunto.

motivazioni.jpg
Sono nate tante teorie in merito, la più famosa sicuramente la piramide dei bisogni di Maslow. La più curiosa  e semplice è la teoria di McClelland, secondo cui la motivazione di un individuo può derivare da tre bisogni dominanti:
  • bisogno di affiliazione: agire per l'armonia di tutti;
  • bisogno di successo, achievment: una sfida personale volta al raggiungimento degli obiettivi prefissati;
  • bisogno di potere: si tratta di un bisogno naturale di controllo, di influenza e di dominio sugli altri.
Il bisogno di potere è umano: se gestito ed utilizzato sapientemente può divenire un valore aggiunto, può trasformarsi in leadership. Ricordiamoci, se non ci fosse un leader non avremmo il comandante della nave!

05/03/2009

Serve energia per essere leader

1. Leader nella relazionalità

Le variabili che competono nel definire una persona leader sono diverse ma indispensabili l'una all'altra. Affrontiamole una alla volta. La base su cui poggia il concetto di leadership è la rete di persone, il network che ognuno di noi crea nel momento o negli anni.

relazioni leadership

Relazionalità come nuovo core business delle organizzazioni contemporanee. Intendendo per organizzazioni ogni forma di aggregazione umana con un obiettivo prefissato, una famiglia così come un'azienda o una società. Relazioni e dinamiche interpersonali regolate dalla creatività e dalla praticità caratterizzanti la sfera femminile e la sfera maschile dei componenti. Un connubio che, in un equilibrio precario ma deifnito, consente di affrontare l'incertezza senza essere presi dallo stato di fretta ed irrequietezza.

Essere leader richiede una relazione, perchè come afferma Peter Drucker "il leader è colui che ha dei seguaci, senza seguaci non ci possono essere leader". Tessere legami, mantenerli nel tempo e soprattutto fare in modo che gli altri vedano in noi un leader richiede energia. Tanta energia.

Per questo si afferma la stretta relazione tra un leader e l'energia che investe nelle sue azioni. Nel tempo.